Enea... si continua con la confusione sulle comunicazioni per i lavori di ristrutturazione con risparmio energetico

21 Aprile 2019

Fino al 31/12/2017 abbiamo avuto una certa chiarezza nel distinguere due macro categorie di lavori edili che davano il beneficio di detrazioni fiscali, ovvero:

Ristrutturazione edilizia con detrazione del 50% dall'IRPEF (dal rifacimento bagno, al rifacimento tetto, ampliamenti, modifiche interne, ecc.). Per le quali l'unico vincolo era il pagamento con specifico bonifico bancario ma NON prevedevano alcuna pratica specifica

Riqualificazione energetica con detrazione del 65% dall'IRPEF (sostituzione serramenti, sostituzione caldaie, installazione impianti per le energie rinnovabili, ecc). Per le quali oltre il vincolo di pagamento con specifico bonifico bancario esisteva una pratica specifica, ovvero la COMUNICAZIONE ENEA

In questo scenario vi era la possibilità di scelta da parte del contribuente: installo i pannelli solari termici ma non voglio l'incombenza ed il costo della pratica Enea e quindi mi accontento della detrazione del 50%, non devo fare alcuna pratica e rinuncio ad accedere alle detrazioni del 65%

La Legge di Bilancio 2018 (governo Gentiloni) ha cambiato decisamente in peggio questo scenario, oltre ad aver declassato alcuni interventi (la sostituzione dei serramenti è passata dalla detrazione del 65% al 50%) ha introdotto l'obbligo di comunicazione Enea per tutti i lavori che comportano risparmio energetico indipendentemente dalla tipologia di detrazione fiscale a cui vuole accedere il contribuente.

Ma attenzione! Colpo di scena dell'aprile 2019!!

La trasmissione dei dati all’Enea degli interventi edilizi e tecnologici che beneficiano del bonus ristrutturazioni, ma comportano anche risparmio energetico e/o utilizzo delle fonti rinnovabili, seppure obbligatoria per il contribuente, non fa venir meno, se non effettuata, il diritto al bonus, dal momento che non è prevista alcuna sanzione nel caso non si provveda all’adempimento.
 
A chiarirlo l’Agenzia delle Entrate nella Risoluzione 46/E del 18 aprile 2019, con cui risponde alla richiesta in merito alle conseguenze derivanti dalla mancata comunicazione dei dati sui lavori.

Su EdilPortale qualche dettaglio in più